SINDROME DI RAMBO

Testimonianza Claudio Mari

Viaggiavo in autostrada, una mattina come tante altre diretto a Padova, avevo appuntamento con un mio collaboratore e con un importante buyer della Grande Distribuzione. 

Durante il tragitto, ho sentito come se il volante della mia macchina avesse uno scarto, inizialmente ho pensato che la macchina avesse qualcosa alle gomme o alla convergenza, ma in realtà la macchina era nuova e non avevo preso buche, quindi non poteva avere problemi di quel tipo …

Devo dire che fin dalla mattina non mi sentivo molto bene, ma dal momento che avevo lasciato a casa mia moglie con influenza volevo credere di avere questo malessere proprio perché stavo covando l’influenza. 

Arrivato a Padova, sceso dalla vettura, ho avuto un stranissimo impatto con la realtà, mi sono sentito come ubriaco, mi girava la testa, avevo la gamba destra informicolata …  non mi sentivo benissimo, ho comunque pensato, anzi sperato, che fosse un inizio influenza.

Durante la riunione mi rendevo conto che facevo fatica ad esprimere quello che avevo in testa tanto che, a un certo punto, ho chiesto scusa ai miei interlocutori dal momento che non mi sentivo al 100%.

Nonostante questo malessere sono poi ripartito per fare un’altra riunione a Brescia, ho però fatto guidare la mia automobile (nuova) al collaboratore, nella riunione ho parlato poco dal momento che mi sentivo veramente poco bene.

Continuando a sentirmi poco bene ho lasciato guidare al collaboratore la mia vettura durante il viaggio di ritorno a Padova …  poi da Padova, rimasto solo, ho preso io la guida e mi sono diretto a casa a Ferrara, ho impostato sul volante il regolatore di velocità sul volante puntando la velocità della vettura a 130 km/h.  mi sentivo veramente poco poco bene, ma la voglia di arrivare a casa ha fatto in modo che non riflettessi su eventuali rischi e sono arrivato senza fermarmi.

Arrivato a casa ho cenato, poi dopo poco sono andato a letto, insensibile alle continue richieste di mia moglie di portarmi in ospedale, anche se devo dire che temevo un ictus, ma mi rassicuravo ripetendomi che era impossibile, ero giovane e in quel periodo facevo molto sport.

Onestamente devo dire che avevo smesso di prendere pastiglie consigliate dal medico: statine, Cardioaspirin e pastiglie per la pressione, l’anno precedente avevo fatto delle analisi e causa la pressione alta ed il colesterolo alto mi erano stati prescritti i farmaci …  per anni, a causa del mio lavoro, ho vissuto dal lunedì al sabato in albergo e mangiato solo a ristorante, ma da qualche mese ero rientrato a casa, quindi vita più regolare ….

Mi sono detto “tanto sto facendo una vita molto sana faccio sport, non fumo più da anni, quindi certamente non ho problemi, ma in realtà capivo, anche se non lo volevo ammettere, di avere qualcosa di “grosso”. 

L’anno precedente mia cognata aveva avuto un ICTUS e mi aveva raccontato esattamente che cosa si provava, quali erano i sintomi e per questo motivo in quel momento ho in realtà il temuto l’ICTUS, mi sono detto è impossibile faccio sport, non ho ancora compiuto cinquant’anni, per cui sicuramente è un malessere dettato dalla stanchezza o da un inizio di influenza.

La mattina successiva, dopo una notte quasi insonne, mia moglie si è imposta per portarmi in ospedale, in realtà mia ha cercato moglie per tutta la notte di convincermi, ma io reagivo bruscamente dicendo che tanto mi sarebbe passato e che non avevo voglia di passare tutta la notte nella sala d’attesa del pronto soccorso.

La mattina successiva stavo malissimo, avevo sempre più la sensazione di essere ubriaco, la parte destra del mio corpo era mezza addormentata ed avevo poca sensibilità, battevo il piede per cercare di “svegliarla”. Cia siamo quindi recati al pronto soccorso, sono entrato camminando con le mie gambe, chiaramente si sono accorti subito di quello che avevo e mi hanno quasi immediatamente ricoverato.

In realtà l’ictus ha avuto il suo culmine durante la notte … durante la notte ho iniziato a vomitare e più vomitavo più mi paralizzavo.

Da quel momento è cambiata la vita … non solo a me, ma anche alla mia famiglia.

Io le chiamo sindrome di Rambo: VUOI CHE CAPITI A ME??? FIGURATI!! 

E sindrome di Peter Pan: SONO GIOVANE E’ UN MALESSERE PASSEGGERO!!!

È certa una cosa …

per tutto il periodo di gestazione (se così si può dire) ti rendi conto che ti sta’ accadendo qualcosa di bruttissimo ….

Lo recepisci … lo sai!…  

non devi fare finta di non accorgertene o di essere superiore ….  

non ti devi permettere di non avere il tempo per fermarti per un controllo …. Ti fermerà il destino …….

https://www.safestroke.eu/2024/05/15/member-spotlight-claudio-mari-from-a-l-i-ce-italia-tells-his-stroke-story