29 ottobre 2013 giornata mondiale dell Ictus Cerebrale

Ogni anno, quasi 6 milioni di persone muoiono di ictus. L’ictus è la seconda causa di morte per le persone di età superiore ai 60 anni, e la quinta causa nelle persone tra i 15 e i 59 anni, ma attacca anche i bambini, compresi i neonati. In realtà, l’ictus è responsabile di più decessi di Aids, tubercolosi e malaria messe insieme.
In Italia ogni giorno l’ictus colpisce circa 660 persone. Combattere l’ictus si può, ma sono necessarie un’attenta prevenzione e una corretta conoscenza della patologia, dei suoi sintomi e delle sue cure.
Il 29 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’ictus cerebrale, giunta nel nostro Paese alla sua terza edizione. Lo slogan 2010 è “One in Six”, e si riferisce al fatto che, indipendentemente dall’età o dal sesso, in una parte qualsiasi del mondo, 1 persona ogni 6 secondi viene colpita da ictus.
L’indagine
Lo studio “I costi sociali e i bisogni assistenziali dei malati di ictus cerebrale” ha analizzato il vissuto, i bisogni e i costi sostenuti dalle famiglie dei pazienti colpiti da ictus cerebrale in Italia. Sono stati intervistati circa 600 familiari di pazienti con disabilità legata all’ictus, residenti su tutto il territorio nazionale.
Inoltre, su un campione di circa mille persone, rappresentativo della popolazione italiana, sono state eseguite interviste telefoniche sul grado di conoscenza dell’ictus cerebrale, delle sue cause, delle sue conseguenze e delle cure attualmente disponibili.
In occasione della Giornata mondiale, le associazioni Alice regionali – con il supporto di numerose strutture ospedaliere pubbliche – organizzano iniziative di sensibilizzazione e di informazione sulla prevenzione e il riconoscimento precoce dei sintomi, e su cosa fare in caso di “emergenza ictus”.
La campagna mondiale
Il tema dell’1 su 6, scelto dalla Federazione mondiale ictus per quest’anno, evidenzia il fatto che nel mondo di oggi, una persona su sei avrà un ictus nel corso della propria vita. Tutti sono a rischio e la situazione può solo peggiorare se il problema viene sottovalutato e non si agisce per tempo.
La campagna 2010 sottolinea non solo che l’ictus può essere prevenuto, ma anche che quanti vengono colpiti da ictus possono recuperare completamente e tornare alla vita di sempre, se curati adeguatamente nel tempo e sostenuti.
La campagna mira a ridurre l’impatto dell’ictus agendo su sei punti:
conoscere i fattori di rischio personali: pressione alta, diabete e colesterolo alto
essere fisicamente attivi ed esercitarsi regolarmente
evitare l’obesità attraverso una dieta sana
limitare il consumo di alcol
evitare il fumo di sigaretta. Se fumi, fatti aiutare a smettere adesso
impara a riconoscere i segni premonitori di un ictus e come comportarti.
La Giornata mondiale riunisce gruppi di sostegno, reti di pazienti sopravvissuti, gruppi di volontariato, autorità sanitarie, medici, infermieri, ma anche la società civile, con l’obiettivo di adottare un approccio collaborativo e integrale dell’ictus, alla sua prevenzione, al trattamento, all’assistenza a lungo termine e al sostegno dei malati.

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