Venerdì Country

Venite venerdì sera? Ma dove? Al bar Paradiso verde, alla serata country promossa da ALICE.

Antonio la sera è stanco e non se la sentiva, ma io avevo bisogno di rivedere gli amici di ALICE.

La pausa estiva, senza i nostri 60 minuti del martedì, mi ha ripiegata in un groviglio di Se…..se non fosse capitato…..se ……se…..che si sono concentrati sulla mia cervicale, sulle mie spalle già provate dalle fatiche fisiche che incontro nell’ accudimento di Antonio.

Decisa, ho preso la mia bicicletta e sono arrivata al bar da Ile e Ale in Paradiso.

Eccomi…..Eccoci…è così che ci si sente! I “come stai?” trovano il tempo per ascoltare la tua risposta, per capire come ti senti.

Ma perché con le persone che si frequentavano prima di quel maledetto giorno non è così? Perché, dopo un primo momento di interessamento sulle condizioni di Antonio, è caduto il vuoto? Perché tu, suo amico fin dall’ infanzia, passi davanti a casa nostra con la tua moto e non ti fermi mai a fargli compagnia? Sono mesi che mi pongo queste domande ed ora penso di aver trovato la risposta.

Noi ai vostri occhi non siamo più quelli di prima. Ci avete messo il cartellino disabili, che teniamo in automobile, appiccicato sulla fronte e con quello cancellate il nostro passato e quindi anche il nostro presente e futuro. Ma vi sbagliate perché noi siamo quelli di prima con qualcosa in più: la disabilità. Disabilità molto faticosa ma anche molto arricchente dal punto di vista umano. Ti insegna a vedere l’altro, ad ascoltare l’altro anche se i suoni che emette non sono nel tuo vocabolario.

Non siamo Meno di Prima, siamo Più di Prima: abbiamo scoperto l’ alterità.

E non siamo soli. C’è sempre un altro,anche sconosciuto,che ti tende la mano.

Venerdì sera quella mano me l’ha tesa l’ istruttrice di country invitandomi ad imparare qualche passo dei loro balli. Quella mano mi ha tirato fuori dal” POZZO DEI SE” in cui stavo precipitando e mi ha ricordato che sono passato, presente e futuro.

                                           Laura